Opere d’arte_ per Ak

Progetto ispirato a “L’analfabetaracconto autobiografico di Agota Kristof

Utilizzerò la carta di riso perché è fragile e leggera, come leggera e fragile è la fanciullezza. Anche la sua trasparenza mi piace. Cambiamenti di luce produrranno delicate o decise variazioni così come ombre e luci impongono scelte nella nostra vita.

Farò anche dei box giocando sulla trasparenza del vetro, all’interno lo stesso schema delle “veline”, ma stratificato. Cos’è un’autobiografia se non stratificazione di memoria?

Cerco nel libro, che tanto mi è piaciuto, le frasi su cui lavorare e dal primo capitolo “Esordio” alla diciottesima riga trovo la prima:

[…] L’aula di mio padre sa di gesso, di inchiostro, di carta, di quiete, di silenzio, di neve, anche in estate. […]”

Mi piace. Materie per descrivere delle sensazioni. Materie che sprigionano profumi. Materie che sono colori, percezioni tattili precise. E poi quelle due parole che amo “quiete” “silenzio”, imprescindibili per la conoscenza.

Leggo le parole di Agota Kristof, si intersecano i suoi e i miei ricordi.

Come fonderli con un gesto?

Come tradurre tutto ciò in una piccola opera? Sì, voglio che le mie opere siano piccole e fragili.

Desidero che siano infanzia.

Cerco nel silenzio i materiali da utilizzare:

Gesso

Inchiostro

Banco di legno, calamaio, pennino, aula buia.

I miei ricordi diventano immagini, sensazioni. I banchi di legno e il calamaio dei miei otto anni sono ancora in me. Incollerò la carta di riso su di un telaio di legno vecchio, dove saranno percepibili i segni del tempo.

Il legno sarà il passato.

E l’estate? Oro racchiuso nel bianco della neve; un tempo, parte, non sempre.

Trasparenza e luce nel nero: fragilità e profondo sapere

Parole. Le parole saranno lettere di carta stampate, saranno memoria di libri e letture

L’aula di mio padre_velina
2012
(20×20 cm) Legno, carta, gesso, carta di riso, foglia d’oro, inchiostro, spago

L’aula di mio padre_box
2012
(29,5 x 31, 10 cm) Legno, gesso, carta, vetro, carta di riso, foglia d’oro, inchiostro, spago, carta

L’aula di mio padre_carta
2012
(16 x 20,5 cm) Carta,  gesso, carta di riso, foglia d’oro, inchiostro, spago

Cerco nel libro un’altra frase. Nel terzo capitolo “Poesie” questa meravigliosa poesia:

«Prima era tutto più bello,

la musica tra i rami

il vento tra i miei capelli

e nelle tue mani

protese

il Sole»

(Agota Kristof, L’analfabeta)

e poi scelgo le parole

“[…] Leggo ancora un po’, se ho qualcosa da leggere,

alla luce del lampione, poi, mentre mi addormento tra le lacrime, nascono delle frasi nella notte.

Mi girano attorno, bisbigliando, prendono un ritmo, delle rime, cantano, diventano poesia […]”

Schizzo e scrivo:

parole in ordine casuale

colori della memoria

variazioni di blu, struttura a nido/bozzolo di baco da seta è un filo unico: continuità della nostra memoria.

filo d’argento spezzato

piccoli fogli, scrittura di frasi e parole

nucleo d’argento/roccia blu

alone di frasi e parole in via di definizione

poesia con alcune parole ancora in arrivo dal nucleo.

Il filo d’argento dell’infanzia_velina
2013
(20 x 20 cm) Legno, carta di riso, gesso, inchiostro, foglia d’argento

Il filo d’argento dell’infanzia_box
2013
(29,5 x 31, 10 cm) Legno, carta di riso, vetro soffiato, , foglia d’oro, filo, pigmento blu, inchiostro

Il filo d’argento dell’infanzia_carta
2013
(16 x 20,5 cm) Carta, carta di riso, gesso, inchiostro, foglia d’argento

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